Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge n.126 del 7 marzo 2019 sulla disciplina delle “Cooperative di Comunità”, una approvazione salutata con estremo favore dalla Presidente della Commissione Lavoro, Eleonora Mattia, prima firmataria della legge:

«Una legge che si aspettava da tempo per concedere una nuova vita ai tanti borghi che negli anni hanno subito fortemente lo spopolamento. Si tratta di aree interne, ma anche zone montane, che sono essenziali alla vita culturale ed economica della nostra Regione e la cui importanza è stata riscoperta specie in tempi di pandemia con forti trend di uscita dai grandi centri urbani. C’è poi tutto il tema delle periferie, specie in una città come Roma, che possono essere ripensate e riqualificate a partire da esperienze territoriali virtuose, messe in rete e adeguatamente supportate»

La norma disciplina il riconoscimento delle cooperative di comunità tramite l’istituzione di un apposito Albo regionale che consentirà l’accesso ad agevolazioni ed opportunità garantite dalla Regione tra cui la concessione di aree e beni inutilizzati per finalità di interesse generale. Sono previste ipotesi di raccordo con gli Enti Locali, soprattutto nell’attuazione delle politiche attive del lavoro, forme di sostegno finanziario per la costituzione e lo sviluppo delle cooperative stesse, agevolazioni IRAP nel caso siano anche cooperative sociali e incentivi all’occupazione, con un budget di 900mila euro per il triennio 2021-2023.

Riccardo Varone

«L’approvazione di questa legge – spiega Riccardo Varone, Presidente di Anci Lazio – è una manna per tutte quelle piccole comunità e borghi di cui è ricco il Lazio.
La valorizzazione delle comunità locali così come la loro promozione è un passaggio fondamentale perché questa non scompaiano sotto i colpi dello spopolamento dovuto alla crisi e alla mancanza di opportunità per i giovani.
Normare e disciplinare le cooperative di comunità vuol dire dotarle di una dimensione e una identità, significa dare alle persone che credono in questi progetti una spinta in più, indica vicinanza da parte delle istituzione e trasforma questi soggetti in strumenti di sviluppo economico per tutti quei territori che si trovano in difficoltà e avvia forme di raccordo con le pubbliche amministrazioni nell’attuazione di politiche attive del lavoro.

Ringrazio la Regione Lazio e in particolare la consigliera Mattia, sempre sensibile alle necessità e alle istanze del nostro territorio».

Si prevede la possibilità che la Regione e gli enti locali possano concedere alle cooperative di comunità, mediante procedure ad evidenza pubblica, aree e beni inutilizzati, per finalità di interesse generale e per valorizzare determinate zone del territorio urbano o extraurbano. Si riconosce, inoltre, il ruolo delle cooperative quali strumenti di sviluppo economico integrato tra soggetti pubblici e privati, promuovendo forme di raccordo con le pubbliche amministrazioni, soprattutto nell’attuazione delle politiche attive del lavoro.

La Regione interviene finanziariamente già in fase di costituzione oltre che di sviluppo a favore delle cooperative di comunità su diversi livelli, con forme di sostegno sia di parte corrente che in conto interessi, nonché con incentivi all’occupazione, con una dotazione complessiva nel triennio 2021-2023 di 900.000,00 euro.

«Siamo di fronte a una grande opportunità per tutta la nostra regione – commenta Lina Novelli, delegata al Welfare e alle Politiche Sociali di Anci Lazio – questa legge non solo dà una dignità a queste cooperative ma promuove una serie di buone pratiche che spesso risultano cruciali per la vita di tanti piccoli borghi colpiti dallo spopolamento. Come sindaco di un piccolo comune (Canino ndr) aspettavo questa legge da molto tempo e sono sicura che potrà essere sfruttata non solo dai borghi ma anche da una grande città come Roma le cui periferie vivono di “piccole comunità”, una piazza, una via, un condominio, sono spesso mondi a parte che si organizzano con la buona volontà delle persone per migliorare la città che li circonda.
Questa legge
– conclude Novelli – è una legge di puro senso civico, un “oltre” che restituisce alle persone il ruolo di cittadini attivi».