Il TAR Sicilia, con ordinanza n. 549/2020, ha bocciato in toto l’iniziativa del sindaco di Messina, il quale aveva disposto il divieto di installare antenne 5G su tutto il territorio comunale. Il Giudice ha pertanto ordinato lo sblocco immediato ed urgente delle attività di installazione.
Una sentenza di grande interesse per i Segretari comunali i quali, ai sensi del comma 2 dell’art. 97 del d.lgs. n. 267/2000, sono chiamati a garantire la legalità e la correttezza amministrativa dell’azione dell’Ente: il Segretario svolge, infatti, compiti di collaborazione e funzioni di assistenza e vigilanza nei confronti degli organi dell’Ente in relazione alla conformità giuridico-amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti dell’azione istituzionale del Comune.
È stato, dunque, accolto il ricorso di Vodafone Italia Spa sulla base della valutazione per la quale “il 5G è un servizio di pubblica utilità e la valutazione dei rischi sanitari spetta all’Arpa”.
La decisione è molto rilevante perché applica per la prima volta l’art. 38 del decreto “Semplificazioni”, il quale al comma 6 stabilisce:

i comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato”.

Tale sentenza acquisisce un valore decisivo e molti ritengono potrà costituire un caso “scuola” per indirizzare il giudizio degli altri Tar chiamati a decidere sulle stesse medesime questioni e, in particolare,
sull’impossibilità di adottare ordinanze restrittive contingibili e urgenti in una materia la cui competenza è riservata allo Stato.