Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 16 luglio 2020 il decreto-legge n. 76 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.
Il provvedimento è volto alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, all’eliminazione e alla velocizzazione di adempimenti burocratici, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, al
sostegno all’economia verde e all’attività di impresa.
Di seguito sono elencati gli obiettivi di maggior interesse per gli enti locali relativamente a ciò che concerne il settore digitale:

1) Semplificazione delle procedure della PA, potenziamento dell’efficienza e abbattimento di numerosi costi.
2) Esecuzione di notifiche di atti e provvedimenti della PA a cittadini e imprese tramite la piattaforma digitale unica. La raccomandata cartacea sarà sostituita da una comunicazione digitale, con conseguente risparmio di tempo per i cittadini che potranno avere la disponibilità dell’atto sul cellulare;
3) Favoreggiamento della diffusione di servizi pubblici in rete, garantendone l’accesso da parte di cittadini e imprese. I servizi delle PA dovranno diventare fruibili attraverso lo smartphone mediante l’App “IO” che, usufruendo di un apposito servizio, consentirà ai cittadini di realizzare
autocertificazioni, o presentare istanze e dichiarazioni;
4) Predisposizione per le imprese di procedure semplificate al fine di sperimentare progetti innovativi;
5) Incremento dell’accesso ai servizi online da parte di persone diversamente abili;
6) Intervento nella diffusione del lavoro agile a distanza mediante modalità idonee a consentire
l’accesso da remoto ai dipendenti, nel rispetto dello Statuto dei lavoratori e delle disposizioni di sicurezza delle reti e dei dati;
7) Riduzione del deficit di competenze professionali e tecniche, spesso indicato come fattore di ostacolo alla trasformazione digitale, potendo assumere temporaneamente esperti nel settore;
8) Avanzamento nell’interoperabilità e nello scambio dei dati pubblici tra amministrazioni che renderà più veloce e fluida l’erogazione dei servizi, modalità di condivisione dei dati tra i diversi pubblici uffici, flussi di macrodati aggregati e anonimizzati;
9) Realizzazione di un cloud nazionale per tutelare l’autonomia tecnologica del paese, garantendo la qualità e la sicurezza dei dati digitali;
10) Implementazione di nuove strategie di gestione del patrimonio informativo pubblico per fini istituzionali ed obbligo per le pubbliche amministrazioni centrali di migrare i loro Centri elaborazione dati (CED), che non abbiano i requisiti di sicurezza fissati dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), verso un’infrastruttura ad alta affidabilità, localizzata in Italia;
11) Infine, dismissione dei sistemi d’identificazione e adozione esclusiva dell’identità digitale SPID e CIE (carta d’identità elettronica) da parte di tutti gli enti pubblici e PA entro il 28 febbraio 2021 per consentire ai cittadini di accedere ai loro servizi digitali.