da La Repubblica – Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori interventi urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici. Tra le principali disposizioni previste, si legge nel comunicato al termine della riunione, il testo dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza del sisma che ha colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

Inoltre, accogliendo le richieste manifestate dai territori interessati, il decreto prevede: la riduzione del 60% degli importi da restituire in relazione alla c.d. “busta paga pesante”, ovvero il taglio degli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali che erano stati sospesi dall’agosto del 2016 a tutto il 2017 e che non dovranno più essere restituiti in misura integrale ma limitata al 40%; per la ricostruzione privata, una procedura accelerata per l’avvio dei lavori basata sulla certificazione redatta dai professionisti. Il controllo non verrà realizzato più a monte sul 100% dei richiedenti, come avviene oggi, ma solo a campione sul 20%. Restano fermi i controlli a campione a valle già oggi previsti dalla legge.

Ieri, una delegazione dell’Anci si era recata a Palazzo Chigi per l’incontro convocato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul decreto sisma. La delegazione, guidata dal sindaco di Senigallia e presidente di Anci Marche, Maurizio Mangialardi, e dal segretario generale Anci Veronica Nicotra, era composta dal sindaco di Amatrice Antonio Fontanella, di Teramo Gianguido D’Alberto e dal primo cittadino di Norcia Nicola Alemanno. Anci ha portato all’attenzione del presidente del Consiglio e del governo la valutazione sul decreto e le richieste fondamentali dei sindaci dei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal sisma.