Signor Presidente della Repubblica,
Voglia gradire il saluto e il ringraziamento dei comuni del Lazio per la Sua presenza oggi tra noi, ma soprattutto per la testimonianza di unità, di fermezza e di sostegno, che ha saputo dispiegare nel corso del Suo mandato e, particolarmente in questa fase delicata della vita nazionale, contrassegnata dal contagio del coronavirus. Le Sue parole sempre efficaci e centrate, ma soprattutto i Suoi gesti, altamente e fermamente simbolici, ci offrono la misura e il significato profondo del Suo impegno a servizio della Repubblica. Grazie, Presidente.

In apertura desidero portare il saluto dei comuni del Lazio al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti: grazie per la presenza oggi, ma soprattutto per il collegamento costante che ha voluto mantenere con i comuni in questa fase delicata.
E desidero rivolgere un caloroso attestato di cordialità e di vicinanza al Sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi.

Caro Presidente Decaro,
Colleghi tutti collegati in videoconferenza,
insolita assemblea, quella che celebriamo quest’anno, per rispettare le regole di distanziamento per la prevenzione del contagio. Ma non solo questo: penso, soprattutto che la modalità a distanza sia stata immaginata per non allontanare i Sindaci e gli Amministratori comunali dalle loro comunità. Infatti dobbiamo esserecontemporaneamente in assemblea nazionale e nei nostri comuni: i sindaci, quando c’ènecessità rimangono fermamente al loro posto, ma non perdono di vista l’orizzontegenerale. E’ una qualità che non ci è mai mancata.
Sarà, quella di quest’anno, un’assemblea senza luogo fisico, diffusa, ma altrettantopartecipata, forse anche di più, rispetto a tutte quelle precedenti: Roma è solo il luogoideale nel quale ci ritroviamo, che in veste di capitale rappresenta tuttavia l’unità dell’intero Paese. Certamente Anci Lazio avrebbe voluto ospitarvi in maniera diretta,dimostrare con gesti significativi quanto ci tiene alla vostra presenza, ma superata questa drammatica crisi, troveremo il modo per far sì che questo avvenga.

Con il saluto qualche brevissima considerazione, che invito ad approfondire nel corso dei lavori assembleari.

Credo di parlare a nome di tutti i colleghi Presidenti delle Anci regionali, se mipermetto qui di richiamare l’attenzione di tutti sulla necessità di concorrere a dare maggiore spessore alle rappresentanze regionali. Molta parte delle decisioni che riguardano i comuni, si estrinsecano oggi a livello regionale: tuttavia, una certa debolezza organizzativa delle nostre rappresentanze regionali e una cultura a prevalente visione centralista, che a volte ritroviamo a livello regionale, rende difficile il nostro lavoro.

Mi permetto, da una parte, di suggerire un rafforzamento delle Anci regionali in undialogo costante con la struttura nazionale; dall’altra di fare appello ai Presidenti delle Regioni e al Governo, ciascuno per le proprie competenze, perché si mettano in campo misure correttive di questa situazione, così da assicurare un dialogo costante tra comuni e regioni nello spirito della Costituzione – equi ordinazione e leale collaborazione – e in attuazione del sistema delle autonomie definito dal decreto legislativo 267.

Auguro buon lavoro a tutti per questa tre giorni di grande approfondimento in un momento tanto delicato e complesso della vita nazionale.

Prima di chiudere desidero ancora una volta rivolgere al Presidente Mattarellal’attestato di stima e di massima considerazione da parte dei comuni, in particolare deimiei colleghi sindaci. Sappiamo di poter contare sulla Sua speciale sensibilità verso le comunità locali, siamo consapevoli delle Sue grandi aspettative da parte degli enti locali, percepiamo in maniera concreta la Sua grande vicinanza ai comuni ed ai sindaci. Grazie Presidente per essere oggi qui con noi. Per esserci in maniera esemplare ogni volta che serve.