“Negli ultimi anni la responsabilità degli amministratori locali si è accresciuta nella percezione dell’opinione pubblica, con conseguente stillicidio di indagini, spesso assurde, che ne minano la credibilità e il lavoro. Chi sbaglia deve pagare ma non è tollerabile il pubblico ludibrio quando nel 97% dei casi l’azione penale si risolve in un nulla di fatto”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, intervenuto a margine del panel sul potere giudiziario organizzato al Festival delle città di Ali in corso a Roma, a cui il presidente del Consiglio nazionale Anci ha partecipato insieme al vicepresidente del Csm David Ermini.

“Dalla sicurezza urbana alla Protezione civile, dal contrasto all’evasione fino all’evasione fiscale e alla lotta alle ludopatie i sindaci hanno competenza o responsabilità – ha continuato – Una responsabilità divisa con le altre istituzioni dello Stato che però sovraespone direttamente i primi cittadini nei confronti della giustizia e dell’opinione pubblica”.

“I sindaci e l’Anci – ha spiegato Bianco – da tempo chiedono una riforma dell’abuso d’ufficio che protegga i sindaci quotidianamente esposti alla gogna mediatica quando finiscono nel registro degli indagati e che poi, ricevuta l’assoluzione, ritrovano al stessa notizia relegata in un trafiletto in ultima pagina”. “Lungi dai sindaci e dall’Anci mettere un bavaglio alla stampa ma la norma sull’abuso d’ufficio va rivista per eliminare queste storture e auspichiamo che il prossimo governo ci ascolti”, ha continuato.

Ricordando la proposta Anci sulla Legge Severino, “non da cancellare ma da rivedere eliminando la sospensione di diciotto mesi dal mandato pur in assenza di una condanna definitiva”, Bianco ha ribadito che “gli amministratori devono poter lavorare serenamente, soprattutto in un momento in cui occorre uscire dalla crisi, senza la paura di un’azione penale ingiustificata. Avere le mani legate per norme farraginose – ha rimarcato – porta alla paralisi dei provvedimenti e alla disaffezione a impegnarsi nel ‘mestiere’ di sindaco”.

“L’Anci non chiede un salvacondotto. Se un sindaco si prende i soldi e li intasca deve essere perseguito e condannato duramente. Chiediamo solo di essere messi nelle condizioni di svolgere al meglio il nostro lavoro al servizio delle comunità”, ha concluso.

(Sci/Adnkronos)